LA CROSTATA MORBIDA CON FROLLA ALLA RICOTTA E CONFETTURA

Unsoffiodipolveredicannella

C’è stato il periodo dell’invasione di ricette con lo yogurt per smaltire il mitico vasetto che restava tutto solo, abbandonato, nell’angolo del frigo.

Questi giorni, invece, è stato tutto un susseguirsi di ricette con la ricotta che, non so nè come nè perchè, mi ritrovavo puntualmente in giro per il frigo una volta a settimana.

Ho iniziato il tour de force di ricette a base di ricotta con questa frolla “light”, senza burro nè olio.

E’ bene avvisarvi che la consistenza finale non è quella di una croccante classica frolla, quanto piuttosto una crostata morbida (anche per la presenza di lievito nell’impasto).

C’mon, let’s baking !

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LA CROSTATA MORBIDA CON FROLLA ALLA RICOTTA E CONFETTURA

Per la frolla alla ricotta:

300gr di farina setacciata

120gr di zucchero

1 uovo+1 tuorlo (uova medio-piccole)

7gr di lievito per dolci

1 pizzico di sale

150gr di ricotta (soda)

buccia grattugiata di un limone 

Ed ancora:

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Risolatte al cioccolato con albicocche

Per 6 persone:
200g di riso da minestra
½ litro di latte parzialmente scremato
½ litro di acqua
20 di burro
100g di cioccolato amaro
3 cucchiai di zucchero di canna
1 limone/arancio non trattato
sale q.b.

Per il ragù d’albicocca:

4 albicocche
1 cucchiaio di zucchero di canna

Procedimento:

In una casseruola capiente mettete a bollire latte, acqua, i 3 cucchiai di zucchero, la buccia di agrume fatta a filetti – senza il bianco perché è amarissimo – e un pizzico di sale.
Quando il tutto raggiunge il bollore mettete anche il burro a pezzettini e il riso.
Cuocete mescolando spesso e se fosse troppo asciutto unite pure un poco d’acqua o latte.
IMPORTANTE: IL RISO NON DEVE ESSERE AL DENTE MA MOLTO COTTO.
A cottura avvenuta (il liquido dovrebbe essere stato assorbito tutto al riso) spegnete e direttamente nella casseruola unite il cioccolato a pezzetti e girate finché non si scioglie tutto.
Mettete in bicchieri e/o coppette lasciando un dito dal bordo.
Fate raffreddare a temperatura ambiente.
Nel frattempo tagliate a pezzi piccolissimi le albicocche, mettete il cucchiaio di zucchero, girate e lasciate marinare più tempo possibile – infatti sarebbe meglio farlo prima di cuocere il riso.
Passato questo tempo mettere in un pentolino e far bollire girando per un paio di minuti.
Una volta tiepido riempire le coppette fino all’orlo con la salsa di albicocche.
E’ buono servito freddo ma non di frigorifero.
Non è un dolce da fine cena, è più adatto alla merenda o ad una ricca colazione. 
Con questa ricette partecipo al Contest di Morena:

Gnocchetti Montalbano

Perfetti per un giro in barca a vela, facilissimi, con pochi ingredienti e tutti ottimi. 

 

Io
li ho fatti per una cena sul terrazzo, dove c’era (oltre al caldo,
umido, appiccicoso e le zanzare) un grande Maestro – di cui non posso
fare il nome… ma “grande” – e altri amici piacevolissimi…


Beh, al Maestro sono piaciuti – e lui oltre ad essere un “genio assoluto” in quello che fa è anche un “fine buongustaio”.

Non metto la ricetta perché è un sugo quasi senza cottura, metto solo gli ingredienti (i pistacchi rigorosamente siciliani – vedi QUI).

gnocchi piccoli o chicche
pomodorini ciliegini o datterini
olive nere (NON quelle in barattolo)
ricotta salata (se non sbaglio siciliana)
aglio
olio extravergine
polvere di pistacchi (del mercato di Marina di Ragusa)



Nella foto: piatto in palma e forchetta in legno sono di EcoShopping per rispettare la “nostra” terra e il “nostro” mare.

Gelato light al pistacchio

Chi l’ha detto che bisogna soffrire?


250g+250g di ricotta*

100g di zucchero di canna**
2 bianchi d’uovo
100g di pistacchi
50g+50g d’acqua
succo di limone
1 cucchiaio di farina di carrube***
 
Ci sono 7 ingredienti e 3 note… è facilissimo ma bisogna organizzarsi.

* Stessa nota di sempre: lo so, non è “naturale”, ma la ricotta NON deve essere quella della mucca o della pecora che conoscete personalmente, DEVE essere quella confezionata in vasetti di plastica da 250 grammi (ne esiste anche una biologica, buonissima, niente cestini, niente confezioni strane anche questa nella sua bella confezione sigillata in plastica.
La più buona è comunque la “Locatelli” e nonostante non abbia un ritorno economico, io per i miei dolci voglio solo e sempre quella.
Perché?
Non bisogna setacciarla, ha meno calorie di tutte le altre, costa di meno e soprattutto non sa di ricotta ma di panna.
Ottimi motivi. 

 ** Se lo volete più dole e non avete problemi di linea mettetene 150g.
Io ad “onor del vero” ho usato quello a velo: avevo finito tutti gli altri tipi di zucchero.
 

*** Questa invece l’avevo ma me la sono dimenticata di usarla.
Nonostante io abbia letto sul blog “Alcibocommestibile” l’altro anno ad agosto dell’uso miracoloso del farina di carrube per i gelati ed essendo in partenza per un paesino del sud della Sardegna dove se avessi chiesto della “farina di carrube” mi avrebbero guardata stravolti (ora che ci penso forse una carruba tutta intera l’avrei trovato visto che ho un ricordo dell’infanzia che mi riporta un maiale che ne andava pazzo)… dove eravamo?
Ah, si, ce l’avevo (acquistata prontamente a settembre), ma mi sono dimenticata di metterla.
Il gelato è venuto uguale.
Forse veniva meglio.
Io comunque scrivo il procedimento di come farò la prossima volta.  Comunque la “farina di carrube” si può trovare al supermercato biologico, in erboristeria, o dico in farmacia. 

 
Ora il procedimento:

con un robot o il normale frullatore frullare i pistacchi con circa metà dello zucchero.
Con il frullatore ad immersione frullare le due ricotte, la polvere di pistacchio e zucchero e il cucchiaio di farina di carrube sciolto in acqua calda a 50 gradi.
In un pentolino su fuoco medio sciogliete 50cc d’acqua con lo zucchero rimanente. In una ciotola mettete i bianchi d’uovo a temperatura ambiente, il succo di limone e cominciate a montarli. Versate a filo lo sciroppo acqua/zucchero bollente e continuate a montare finché il volume del composto non è quasi raddoppiato ma ancora tipo la schiuma da barba.
Ora mescolando dal basso verso l’alto unite il composto molto delicatamente e con cura (se il bianco d’uovo ha lasciato dei piccoli grumi passata questo composto in un grande passino.  Con la gelatiera: mettere ora questo composto nella gelatiera seguendo istruzioni e tempi.
Senza gelatiera: mettete il contenitore in freezer e mescolate ogni 15 minuti finché il gelato non è pronto.

Torta di limone alle albicocche

Una delle mie tante variazioni (QUI una) della mia torta di ricotta.
Senza burro, senza olio… Mi piace ed ogni volta piace a tutti.
Tagliata così a cubotti è perfetta da mangiare in piedi, all’aperto, a una festa….

La ripubblico perché voglio partecipare al contest di Morena di Luglio, faccio un solo piccolo appunto perché le albicocche non ha senso che ora siano sciroppate.

300g farina

150g zucchero
250g ricotta
2 uova
400g albicocche (sciroppate sgocciolate o meglio ancora fresche)
4 limoni non trattati
1 bustina lievito
1 pizzico di sale
liquido delle albicocche
50cc di
succo di limone o limoncello
zucchero a velo q.b.

Montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e il pizzico di sale finché non triplicano il volume.
Setacciate o passate con il frullatore ad immersione la ricotta (se è quella confezionata non ce ne è bisogno… la potete usare direttamente), unitela al composto di uova con la frutta e mescolate bene insieme al liquido delle albicocche e al limoncello/succo con delicatezza, dal basso verso l’alto per non sgonfiare il composto montato.
Sempre con questo movimento unite la farina setacciata con il lievito e la buccia grattata dei limoni (se il composto risultasse troppo duro – deve essere come lo yogurt – unite pochissima acqua).
Riempire una teglia quadrata (circa 30x30cm) oliata con un pezzeto di carta cucina, riempite la teglia e cuocete a 180 gradi per 45 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare per almeno mezz’ora, togliete dalla teglia e mettete su una gratella o rivoltatela per uniformare la sua umidità lasciandola così più che potete (mezz’ora, 2 ore, tutta la notte?).
Decorate con lo zucchero a velo e tagliatela a quadrotti.

 P.S. Il limone sta benissimo con molti altri frutti… fate voi. 

Con questa ricette partecipo al Contest di Morena:

Perle di pere dell’ArabaFelice

Ho scelto questa ricetta per partecipare al Contest dell’Officina de Cibo per non avere lo stress di dover accendere il  forno che in questi giorni mette veramente a dura prova (con tuttto l’infinito amore che provo per lui).
Dopo che le abbiamo assaggiate sia io che Pedro Bò abbiamo fatto un “mhhhhhhhhhhhhhhh” che diceva tutto.
Sono di una semplicità estrema (nonostante il mio rapporto con lo
“scavino” non sia ottimo – più che perle mi sembravano sassolini –
comunque si sono fatti avanti per la foto quelli più tondi e fotogenici)
e anche molto-molto buone (la terna Pere-Miele-Formaggio è
assolutamente vincente).
La ricetta originale la trovate QUI, comunque la riporto fedelmente e ringrazio l’Araba per queste “perle” (non di “saggezza” ma di “bontà”) che ha pubblicato.


PERLE DI PERA AL FORMAGGIO E MIELE

pere
miele, il vostro preferito
formaggio grattugiato (ho usato ricotta salata, ma va benissimo pecorino, parmigiano, o quello che volete)
poco pepe (facoltativo)


Scavare delle palline dalle pere dopo averle sbucciate. Con un pennellino da pasticceria velarle con uno strato leggero di miele da ogni lato, e passarle nel formaggio grattugiato pressando un poco.
Inserire uno stecchino , oppure se lo avete un piccolo rametto di origano o rosmarino, e tenere in frigo, ma tirare fuori una ventina di minuti prrima di servire, con una leggera spolverata di pepe.

Nota dell’ArabaFelice:
– le pere vengono, per cosi’ dire, impermeabilizzate dal miele. Cio’ fa si che non scuriscano tanto in fretta.
Ho testato personalmente che tengono perfettamente anche 4 ore, di piu’ non ho provato.

Partecipo al contest “Le ricette passano … da un blog all’altro” di L’Officina del Cibo

Visto che “nonsibuttavianiente”

Perché “sessisprecaqualcosasivadrittidrittiall’inferno”…
I ritagli della pasta sfoglia della ricetta di ieri (o di qualsiasi ricetta) si possono riutilizzare così. 

Fate fiocchetti, losanghe, striscette e spennellateli con uovo e acqua sbattuti insieme.
Se li volete salati lasciateli naturali o cospargeteli di semi di sesamo o di papavero.
Se invece li volete dolci li potete cospargerli di zucchero raffinato o di canna oppure dopo la cottura potete spolverarli con zucchero a velo semplice, o di canna, o zucchero a velo mischiato alla cannella.
Cuocere a 170° fino a doratura. Se sotto risultano ancora non cotti, girateli e cuoceteli per ulteriori 3 minuti

IMPORTANTE: se avete vari pezzetti NON rimpastateli (si perdono tutti gli strati della pasta sfoglia) ma sovrapponeteli.

Spanakopita

400g di spinaci surgelati
pasta sfoglia (preferibilmente rettangolare)*
1 panetto di feta (200g ?)
1 cipolla
olio extravergine d’oliva
sale q.b.
1 uovo per lucidare 


* L’originale è con la “pasta fillo” ma io no l’avevo.
 

Soffriggere la cipolla a fuoco lento nell’olio finché non diventa trasparente, mettete ora i cubi di spinaci, coprite con un coperchio e fate andare per cinque minuti.
Ora con delle forbici tagliate a pezzetti i cubi che ormai si saranno sfatti, mettete un pizzico di sale (considerate che la feta è salata), girate e cuocete per altri 10 minuti.
Se invece usate spinaci freschi, lessateli al dente e procedete come sopra.
Lasciateli raffreddare e una volta freddi unite la feta sbriciolata e mescolate con cura fino ad ottenere un composto omogeneo.
Aprite la pasta sfoglia e su un piano infarinato con un matterello assottigliatela a 2mm di spessore e tagliate dei quadrati circa 6×6; riempiteli con un cucchiaino di composto e chiudeteli a triangolo come la foto. Sigillateli bene in modo che non ci sia aria e che esca il ripieno in cottura.
Con un pennello o con le dita lucidateli con l’uovo che avrete sbattuto con un poco d’acqua e un pizzico di sale.
Cuocete per 10/15 minuti a 170° gradi: il tempo dipende molto dalla loro grandezza, controllate comunque che sotto non siano ancora umidi: se così fosse girateli e cuocete per altri 3 minuti. 

Con questa ricetta partecipo a:

Nella fotografia ho utilizzato un piatto “usa e getta” che rispetta l’ambiente (è un piatto monouso in foglia di palma ECOBIO SHOPPING – http://www.ecobioshopping.it/).