il nuovo lo potete trovare a questo indirizzo www.cucinaamoremio.it.
Commenti e comunicazioni vanno fatti nel nuovo sito dove le ricette sono aggiornate al 2018, grazie.
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Procedimento:
Io li ho fatti per una cena sul terrazzo, dove c’era (oltre al caldo,
umido, appiccicoso e le zanzare) un grande Maestro – di cui non posso
fare il nome… ma “grande” – e altri amici piacevolissimi…
Beh, al Maestro sono piaciuti – e lui oltre ad essere un “genio assoluto” in quello che fa è anche un “fine buongustaio”.
Non metto la ricetta perché è un sugo quasi senza cottura, metto solo gli ingredienti (i pistacchi rigorosamente siciliani – vedi QUI).
gnocchi piccoli o chicche
pomodorini ciliegini o datterini
olive nere (NON quelle in barattolo)
ricotta salata (se non sbaglio siciliana)
aglio
olio extravergine
polvere di pistacchi (del mercato di Marina di Ragusa)
Nella foto: piatto in palma e forchetta in legno sono di EcoShopping per rispettare la “nostra” terra e il “nostro” mare.
250g+250g di ricotta*
100g di zucchero di canna**
2 bianchi d’uovo
100g di pistacchi
50g+50g d’acqua
succo di limone
1 cucchiaio di farina di carrube***
Ci sono 7 ingredienti e 3 note… è facilissimo ma bisogna organizzarsi.
* Stessa nota di sempre: lo so, non è “naturale”, ma la ricotta NON deve essere quella della mucca o della pecora che conoscete personalmente, DEVE essere quella confezionata in vasetti di plastica da 250 grammi (ne esiste anche una biologica, buonissima, niente cestini, niente confezioni strane anche questa nella sua bella confezione sigillata in plastica.
La più buona è comunque la “Locatelli” e nonostante non abbia un ritorno economico, io per i miei dolci voglio solo e sempre quella.
Perché?
Non bisogna setacciarla, ha meno calorie di tutte le altre, costa di meno e soprattutto non sa di ricotta ma di panna.
Ottimi motivi.
** Se lo volete più dole e non avete problemi di linea mettetene 150g.
Io ad “onor del vero” ho usato quello a velo: avevo finito tutti gli altri tipi di zucchero.
*** Questa invece l’avevo ma me la sono dimenticata di usarla.
Nonostante io abbia letto sul blog “Alcibocommestibile” l’altro anno ad agosto dell’uso miracoloso del farina di carrube per i gelati ed essendo in partenza per un paesino del sud della Sardegna dove se avessi chiesto della “farina di carrube” mi avrebbero guardata stravolti (ora che ci penso forse una carruba tutta intera l’avrei trovato visto che ho un ricordo dell’infanzia che mi riporta un maiale che ne andava pazzo)… dove eravamo?
Ah, si, ce l’avevo (acquistata prontamente a settembre), ma mi sono dimenticata di metterla.
Il gelato è venuto uguale.
Forse veniva meglio.
Io comunque scrivo il procedimento di come farò la prossima volta. Comunque la “farina di carrube” si può trovare al supermercato biologico, in erboristeria, o dico in farmacia.
Ora il procedimento:
con un robot o il normale frullatore frullare i pistacchi con circa metà dello zucchero.
Con il frullatore ad immersione frullare le due ricotte, la polvere di pistacchio e zucchero e il cucchiaio di farina di carrube sciolto in acqua calda a 50 gradi.
In un pentolino su fuoco medio sciogliete 50cc d’acqua con lo zucchero rimanente. In una ciotola mettete i bianchi d’uovo a temperatura ambiente, il succo di limone e cominciate a montarli. Versate a filo lo sciroppo acqua/zucchero bollente e continuate a montare finché il volume del composto non è quasi raddoppiato ma ancora tipo la schiuma da barba.
Ora mescolando dal basso verso l’alto unite il composto molto delicatamente e con cura (se il bianco d’uovo ha lasciato dei piccoli grumi passata questo composto in un grande passino. Con la gelatiera: mettere ora questo composto nella gelatiera seguendo istruzioni e tempi.
Senza gelatiera: mettete il contenitore in freezer e mescolate ogni 15 minuti finché il gelato non è pronto.
Una delle mie tante variazioni (QUI una) della mia torta di ricotta.
Senza burro, senza olio… Mi piace ed ogni volta piace a tutti.
Tagliata così a cubotti è perfetta da mangiare in piedi, all’aperto, a una festa….
La ripubblico perché voglio partecipare al contest di Morena di Luglio, faccio un solo piccolo appunto perché le albicocche non ha senso che ora siano sciroppate.
300g farina
150g zucchero
250g ricotta
2 uova
400g albicocche (sciroppate sgocciolate o meglio ancora fresche)
4 limoni non trattati
1 bustina lievito
1 pizzico di sale
liquido delle albicocche
50cc di succo di limone o limoncello
zucchero a velo q.b.
Montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e il pizzico di sale finché non triplicano il volume.
Setacciate o passate con il frullatore ad immersione la ricotta (se è quella confezionata non ce ne è bisogno… la potete usare direttamente), unitela al composto di uova con la frutta e mescolate bene insieme al liquido delle albicocche e al limoncello/succo con delicatezza, dal basso verso l’alto per non sgonfiare il composto montato.
Sempre con questo movimento unite la farina setacciata con il lievito e la buccia grattata dei limoni (se il composto risultasse troppo duro – deve essere come lo yogurt – unite pochissima acqua).
Riempire una teglia quadrata (circa 30x30cm) oliata con un pezzeto di carta cucina, riempite la teglia e cuocete a 180 gradi per 45 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare per almeno mezz’ora, togliete dalla teglia e mettete su una gratella o rivoltatela per uniformare la sua umidità lasciandola così più che potete (mezz’ora, 2 ore, tutta la notte?).
Decorate con lo zucchero a velo e tagliatela a quadrotti.
P.S. Il limone sta benissimo con molti altri frutti… fate voi.
Ho scelto questa ricetta per partecipare al Contest dell’Officina de Cibo per non avere lo stress di dover accendere il forno che in questi giorni mette veramente a dura prova (con tuttto l’infinito amore che provo per lui). pere
Nota dell’ArabaFelice:
Fate fiocchetti, losanghe, striscette e spennellateli con uovo e acqua sbattuti insieme.
Se li volete salati lasciateli naturali o cospargeteli di semi di sesamo o di papavero.
Se invece li volete dolci li potete cospargerli di zucchero raffinato o di canna oppure dopo la cottura potete spolverarli con zucchero a velo semplice, o di canna, o zucchero a velo mischiato alla cannella.
Cuocere a 170° fino a doratura. Se sotto risultano ancora non cotti, girateli e cuoceteli per ulteriori 3 minuti
IMPORTANTE: se avete vari pezzetti NON rimpastateli (si perdono tutti gli strati della pasta sfoglia) ma sovrapponeteli.
400g di spinaci surgelati
Nella fotografia ho utilizzato un piatto “usa e getta” che rispetta l’ambiente (è un piatto monouso in foglia di palma ECOBIO SHOPPING – http://www.ecobioshopping.it/).